Roma cosmopolita crocevia d’Europa:
l’antico come modello internazionale 1758-1800
  Mondo classico e tematiche eroiche
 
Personaggi    
Vedute della città    
Arcadia: uomo e natura    
L'eleganza della grazia    
Scena di storia e sacra    
Una città in festa    
L'esotismo e il mondo globale    
Verso l'illuminismo    
Tra archeologia e gusto dell'antico    
Mondo classico e tematiche eroiche    
La città tra riforma e rivoluzione    
L'artista e la consapevolezza di sé    
Riflessioni sull'identità del passato    
Roma negli anni della Rivoluzione    
           

introduzione


  L’amore per il mondo classico e il desiderio di ritrovare le radici del passato incidono anche sulle tematiche rappresentate portando a prediligere i soggetti romani o omerici visti come esempi di virtù morali. Dai soggetti mitologici traspare ora il valore eroico delle azioni di un’umanità superiore: Bacco, Arianna, Meleagro, Psiche, Prometeo, Ercole, Perseo Andromeda, protagonisti delle opere di questa sezione, esempi tutti di scelte estreme e gesti eroici. Le grandi tematiche morali si vanno diffondendo in un momento in cui il dibattito delle idee si fa sempre più vivace e articolato e si moltiplicano i trattati sull’arte. Da questa interpretazione rigorosa e civile delle radici del passato nascerà il fenomeno del Neoclassicismo di cui Canova esprime l’essenza più profonda e meditata.      
           

Angelika Kauffmann
Euriclea desta Penelope



"Penelope cara figlia, ridestati perché tu veda / con i tuoi occhi quello per cui tutti i giorni ti struggi. / E’ giunto Odisseo, è tornato a casa benchè così tardi!". Con queste parole l’anziana nutrice Euriclea risveglia emozionata Penelope dopo aver riconosciuto Ulisse, giunto a palazzo travestito da mendicante, grazie ad una cicatrice sul piede. Particolarmente suggestivo è il confronto tra le due donne: l’anziana nutrice fremente di agitazione, quasi interamente in ombra, e Penelope che indossa una veste leggerissima e la cui elegante figura è investita da un fascio di luce che ne esalta l’immacolata bellezza. Anche l’ambientazione notturna, con le ombre che avvolgono l’alcova e che la luce di un braciere non riesce a dissipare del tutto. Il quadro è stato acquistato dal Museo sul mercato antiquario nel 1964.  


 

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Testa di Giove
(Giove di Otricoli)


  La testa di Giove venne alla luce nel 1782 negli scavi di Otricoli in Umbria, patrocinati dallo stesso papa Pio VI; fu sottoposta al restauro che ne integrò in marmo tutta la parte posteriore insieme al busto e al collo, e inserì alcuni tasselli sul lato frontale. L’immagine del dio godette di particolare fortuna: anche Goethe ne subì il fascino tanto da acquistarne un calco. Fu tra i capolavori vaticani trasferito a Parigi per volere di Napoleone. Probabilmente si tratta di un’opera della seconda metà del I secolo a.C., ispirata a un originale greco, databile al IV secolo a.C.. Alcuni studiosi, tuttavia, ritengono che la scultura di Otricoli sia una creazione classicistica realizzata all’inizio dell’età imperiale.    
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Altre immagini
       
           
    Il Settecento a Roma 
Palazzo Venezia 
via del Plebiscito, 118 - Roma 

10 novembre 2005 - 26 febbraio 2006