Roma città moderna:
il primato delle arti e delle idee (1700-1758)
  L’esotismo e la nascita di un mondo globale
 
Personaggi    
Vedute della città    
Arcadia: uomo e natura    
L'eleganza della grazia    
Scena di storia e sacra    
Una città in festa    
L'esotismo e il mondo globale    
Verso l'illuminismo    
Tra archeologia e gusto dell'antico    
Mondo classico e tematiche eroiche    
La città tra riforma e rivoluzione    
L'artista e la consapevolezza di sé    
Riflessioni sull'identità del passato    
Roma negli anni della Rivoluzione    
           

introduzione


  Il moltiplicarsi dei contatti commerciali con l’Oriente e l’interesse per la geografia condiviso da molti personaggi della corte pontificia, come il cardinal Domenico Passionei, grande collezionista di carte e portolani e di reperti esotici, porta alla ribalta il gusto per stoffe, decorazioni e mode di foggia orientale. Non è un caso che nel Carnevale del 1748 i “pensionnaires” dell’Accademia di Francia partecipino alle mascherate sul Corso per il Carnevale, in abiti orientali, titolando il corteo “La carovana del sultano a la Mecca”. Anche i papi, da Benedetto XIV a Clemente XIII, si appassionano alla raccolta di vasi orientali. L’Oriente, nel secolo dei Lumi è visto soprattutto come miniera inesauribile di spunti fantastici e decorativi, e diviene un luogo classico dell’immaginario collettivo che condiziona tutti i campi delle arti, ma trova il suo campo d’azione soprattutto nelle arti decorative.      
           

Anton von Maron
Ritratto di
Sir Robert Clive
barone di Plassey



Alla tipologia dell’“historical portrait” guarda Anton von Maron nel 1766, quando inizia a lavorare al Ritratto di Sir Robert Clive. Il gentiluomo inglese era stato per ben due volte, a partire dal 1757 Governatore del Bengala. Accusato di corruzione, al suo ritorno in patria nel 1773, l’ex-governatore fu assolto, ma vittima di una forte depressione dovuta alla sua dipendenza dall’oppio si uccise l’anno seguente. Il personaggio è stato rappresentato in poltrona, su di una vistosa pelle di leopardo con accanto, su un tavolino da campo, il necessario per scrivere e la mano destra alzata mentre detta un dispaccio a un segretario indiano che ne aspetta attento le parole. Sul fondo, un accampamento popolato di tende e soldati, evidente riferimento alle battaglie combattute dall’effigiato. La scena dipinta, nella sua immediatezza coglie per intero lo spirito degli eventi e serve a documentare l’uomo d’armi nel pieno delle sue occupazioni.  


 

clicca per ingrandire la foto
           

Artigiano romano
Cassettone con
ribalta e alzata


  Questo bureau-cabinet appartiene a una tipologia molto apprezzata in tutta Europa e in particolare in ambito anglo-olandese; proprio questi paesi avevano contatti privilegiati con l’Oriente, e attraverso le Compagnie delle Indie nazionali importavano pannelli laccati che servivano poi a decorare mobili costruiti in occidente. Anche in questo mobile gli sportelli sono diversi per tecnica e ornato rispetto al resto delle superficie dipinte, e sono probabilmente di importazione. A Roma il cassettone con ribalta e alzata può essere anche opera di ebanisteria.    
clicca per ingrandire la foto
           
    Il Settecento a Roma 
Palazzo Venezia 
via del Plebiscito, 118 - Roma 

10 novembre 2005 - 26 febbraio 2006